COMUNICATI
26/07/2007 |
CHIARIMENTI CONTESTAZIONE A GINESTRA (CITTA' DELLA PIEVE) |
![]() |
Non abbiamo intenzione di difenderci o di giustificarsi per cose che
non ci appartengono, però non vogliamo nemmeno essere accusati di aver aggredito la famiglia di
Ginestra, perchè così non è stato... anzi! E' vero che c'è stato un pesante scontro verbale tra noi, Ginestra e la sua famiglia, nel quale sono volate parole grosse da parte di tutti. Ma il diverbio non è stato cercato da noi (eravamo li per riprendere la auto parcheggiate), non siamo stati noi ad iniziare, non siamo stati noi ad aver aggredito. Possiamo anche capire il rancore dei familiari del giocatore che ci hanno riconosciuto come coloro che per tutta la partita avevano contestato e fischiato il figlio, ma arrivare a MINACCIARE TIRANDO IN BALLO ADDIRITTURA SPARI IN BOCCA (e chi era presente lo ha sentito chiaramente) è stato eccessivo. I motivi per cui si contesta Ginestra sono noti a tutti, anche a società e giornali, che però preferiscono metterli in secondo piano, visto che non fanno notizia. NON SI CONTESTA IL GIOCATORE. NON SI CONTESTA L'IMPEGNO. NON SI CONTESTANO I POCHI GOL E LO SCARSO RENDIMENTO DELLA SCORSA STAGIONE. SI CONTESTA L'UOMO PRIVO DI VALORI MORALI (ma dopo aver "conosciuto" la famiglia in cui è cresciuto ci spieghiamo tutto). Ora ci auguriamo come uomini (e ci aspettiamo come ultras) che chi era presente al fatto smentisca ciò che i giornalisti sempre in cerca di gloria hanno scritto. La società dovrebbe sentirsi in obbligo di dire la verità visto che era presente nella circostanza con più di un esponente INGRIFATI*1989 |